Credo sia stata l'ultima Crociera che ho fatto, quella sulla Splendour of the Seas, della Royal Caribean. O la penultima?
Era il 2010, Agosto, ed ero in compagnia di mia figlia e mia nipote che allora aveva 10 anni.
Partenza da Venezia e poi Dubrovnich,dove Chiara fece un capriccio epocale, Kusadasi, Santorini bianca e azzurra e maleodorante, e Corfù che ho visitato ancora bella e accogliente e con tanti negozi. Un bel giro, in luoghi che in parte avevo già visitato ma che volevo far conoscere a figlia e nipote.
Oltre ai luoghi, quello che mi è rimasto impresso è lo standard di vita sulla nave, diverso da quanto avevo vissuto sulle navi italiane.
Più…rilassato, direi: una cosa che noi abbiamo molto apprezzato per esempio è stata la possibilità di non partecipare ai "turni" per i pasti nella sala da pranzo, ma usufruire del fantastico e panoramico self-service, con scelte di cibo vastissime, niente orari e obblighi di eleganza e nostra grande soddisfazione.
Quello che ha entusiasmato mia nipote è l'obbligo, prima di entrare nel self service o in sala da pranzo , di mettere le manine sotto una macchinetta che lasciava cadere un gel disinfettante.
Mia nipote trovava le più svariate e fantasiose scuse per passare e ripassare più volte.
mercoledì 20 luglio 2016
venerdì 15 luglio 2016
#Crocierando….
Crocierando.
Molti dei miei viaggi li ho fatti in crociera.
Il guaio è che, non avendo preso appunti me li confondo: con chi? Quando? Dove?
Molte Crociere le ho fatte in giro per il Mediterraneo, toccando spesso porti già visitati…
Le prime con il mio ex marito, poi da sola, poi con figlia e nipote.
Quasi sicuramente la prima crociera che ho fatto, tanti anni fa, è stata su una farraginosa nave russa: la famigerata (per me) SOBINOV. Nome che adesso è di una nave superlusso.
Era una vecchia nave, non so come l'abbiamo trovata, certamente siamo stati invogliati dal prezzo e dai luoghi da visitare. Non sapevamo nulla di crociere, eravamo giovani, e insomma anche il disagio è diventato parte del divertimento.
Vecchia nave scarcassata come oramai non ne girano più, il primo sospetto lo ebbi già al porto d'imbarco: c'era addirittura della ruggine qua e là.
Il menù era terribile, mi ricordo che chiedemmo se almeno una volta al giorno ci servivano della frutta, e la risposta fu che potevamo scendere nei porti e comprarla.
Nessuno del personale parlava decentemente italiano.
Non ricordo che giro facemmo, mi verrà in mente, ma vivissimo ho il ricordo di una bufera, mareggiata, temporale…insomma mare grosso mente attraversavamo le "Bocche Del Leone" che poi seppi essere sempre burrascose.
Nelle navi di adesso ci sono dei meccanismi, credo si chiamino stabilizzatori, che riducono al massimo la sensazione di mare mosso, ma su quella nave ancora non c'erano…e per chi soffre di mal di mare è un vero problema: ho ricordo di gente che vomitava ovunque, e anche, buffissimo, della cantante e delle ballerine che nello spettacolo serale non riuscivano a stare dritte e al posto giusto, e scivolavano qua e là. La cantante abbarbicata al microfono. Alcune ballerine nell'aprire bocca forse per fare qualche urletto facevano brillare i denti d'oro. So che sembra fantasia…ma è successo!
Evidentemente il disagio di questa prima crociera non fu tale da farmene passare la voglia: nel tempo ne ho fatte diverse altre, toccando quasi tutti gli scali del mediterraneo e spingendomi, previo viaggio aereo, anche fino ai Caraibi.
Dalla foto adesso so che era il 1997 e la nave la "Costa Playa": andammo a Cuba, di cui ho già scritto, nelle Cayman, la Riviera Maya,
la Jamaica (toccata e fuga). Fatto da sola e ancora mi ammiro per questo.
E nel mediterraneo la costa greca, Efeso in Turchia, magnifica, Dubrovnich, Rodi, Santorini coi tetti azzurri e la puzza di deiezione di mulo, Ibiza, Korcula, Kotor, Tunisi dove ho rischiato di perdermi, Barcellona…
Devo solo concentrarmi e riordinare i ricordi, suddividere i luoghi visitati…di ognuno scrivere la nave, con chi ero, quando….
Sembra facile!
continua...
Molti dei miei viaggi li ho fatti in crociera.
Il guaio è che, non avendo preso appunti me li confondo: con chi? Quando? Dove?
Molte Crociere le ho fatte in giro per il Mediterraneo, toccando spesso porti già visitati…
Le prime con il mio ex marito, poi da sola, poi con figlia e nipote.
Quasi sicuramente la prima crociera che ho fatto, tanti anni fa, è stata su una farraginosa nave russa: la famigerata (per me) SOBINOV. Nome che adesso è di una nave superlusso.
Era una vecchia nave, non so come l'abbiamo trovata, certamente siamo stati invogliati dal prezzo e dai luoghi da visitare. Non sapevamo nulla di crociere, eravamo giovani, e insomma anche il disagio è diventato parte del divertimento.
Vecchia nave scarcassata come oramai non ne girano più, il primo sospetto lo ebbi già al porto d'imbarco: c'era addirittura della ruggine qua e là.
Il menù era terribile, mi ricordo che chiedemmo se almeno una volta al giorno ci servivano della frutta, e la risposta fu che potevamo scendere nei porti e comprarla.
Nessuno del personale parlava decentemente italiano.
Non ricordo che giro facemmo, mi verrà in mente, ma vivissimo ho il ricordo di una bufera, mareggiata, temporale…insomma mare grosso mente attraversavamo le "Bocche Del Leone" che poi seppi essere sempre burrascose.
Nelle navi di adesso ci sono dei meccanismi, credo si chiamino stabilizzatori, che riducono al massimo la sensazione di mare mosso, ma su quella nave ancora non c'erano…e per chi soffre di mal di mare è un vero problema: ho ricordo di gente che vomitava ovunque, e anche, buffissimo, della cantante e delle ballerine che nello spettacolo serale non riuscivano a stare dritte e al posto giusto, e scivolavano qua e là. La cantante abbarbicata al microfono. Alcune ballerine nell'aprire bocca forse per fare qualche urletto facevano brillare i denti d'oro. So che sembra fantasia…ma è successo!
Evidentemente il disagio di questa prima crociera non fu tale da farmene passare la voglia: nel tempo ne ho fatte diverse altre, toccando quasi tutti gli scali del mediterraneo e spingendomi, previo viaggio aereo, anche fino ai Caraibi.
Dalla foto adesso so che era il 1997 e la nave la "Costa Playa": andammo a Cuba, di cui ho già scritto, nelle Cayman, la Riviera Maya,
costruzione Maya
la Jamaica (toccata e fuga). Fatto da sola e ancora mi ammiro per questo.
E nel mediterraneo la costa greca, Efeso in Turchia, magnifica, Dubrovnich, Rodi, Santorini coi tetti azzurri e la puzza di deiezione di mulo, Ibiza, Korcula, Kotor, Tunisi dove ho rischiato di perdermi, Barcellona…
Devo solo concentrarmi e riordinare i ricordi, suddividere i luoghi visitati…di ognuno scrivere la nave, con chi ero, quando….
Sembra facile!
continua...
venerdì 17 giugno 2016
#Parigi - La Geode
Fresca di separazione, la prima cosa che ho fatto è andare a Parigi. A Parigi mi ci sentivo a casa, ci sono stata spesso da sola e…non so come spiegarlo, ma non ho mai avuto problemi di orientamento, o altro.
Se vado a Roma o a Milano mi perdo, come in tante città italiane. A Parigi no, sono a casa.
Perciò che fare per consolarmi un pochino? Vado a Parigi!
Era il Maggio del 1988, e sinceramente del viaggio, e dell'albergo scelto, e di che tempo faceva ricordo poco, ma ricordo che parlando con un tassista (avevo un feeling speciale coi tassisti parigini) lui mi parlò de "La Geode" con grande entusiasmo. Era stata terminata nel 1985 mi disse, quindi ancora in pochi la conoscevano e l'avevano visitata.
Appuntamento per la mattina dopo, ci teneva a portarmici lui.
Beh….devo dire che rimasi a bocca aperta, l'amico tassista non mi aveva raccontato nulla e io non sapevo cosa aspettarmi… ma immaginavo ...non lo so, forse non immaginavo nulla!
Ma quando, da lontano cominciai a vedere questa enorme sfera luccicante mi emozionai, e non la finivo più di ringraziare l'amico tassista.
La Geode é un edificio situato nel parco della Villette, nel XIX arrondissement di Parigi.
Costruita dall'architetto Adrien Fainsilber e l'ingegnere Gérard Chamayou, venne inaugurata il 6 maggio 1985, e costituisce un edificio separato a pochi passi dalla " Cité des sciences et de l'industrie ".
Questa sfera gigantesca nasconde una enorme sala cinematografica di 400 posti dotata d'uno schermo emisferico gigante.
Per dire la verità non ricordo quasi nulla dei dintorni e dell'interno, ricordo però nettamente l'emozione nel guardare questa enorme sfera… e la gentilezza del tassista, che si offrì di fotografarmi, poi di portarmi un poco in giro nei dintorni a "vedere cose che sulle guide turistiche non c'erano".
Ricordo un grande giardino pubblico che, mi disse, era frequentato da signorine che cercavano clienti, e proprio mentre passavamo col taxi a passo d'uomo una di questa si tirò su la maglietta e mostrò ad un uomo che io vidi solo di spalle due grandi seni che fece dolcemente traballare.
A quel punto capii che forse il mio gentile tassista ci stava provando… e lo fece con tanta gentilezza, come "atto dovuto".
Ma preferii pagare la corsa!
Se vado a Roma o a Milano mi perdo, come in tante città italiane. A Parigi no, sono a casa.
Perciò che fare per consolarmi un pochino? Vado a Parigi!
Era il Maggio del 1988, e sinceramente del viaggio, e dell'albergo scelto, e di che tempo faceva ricordo poco, ma ricordo che parlando con un tassista (avevo un feeling speciale coi tassisti parigini) lui mi parlò de "La Geode" con grande entusiasmo. Era stata terminata nel 1985 mi disse, quindi ancora in pochi la conoscevano e l'avevano visitata.
Appuntamento per la mattina dopo, ci teneva a portarmici lui.
Beh….devo dire che rimasi a bocca aperta, l'amico tassista non mi aveva raccontato nulla e io non sapevo cosa aspettarmi… ma immaginavo ...non lo so, forse non immaginavo nulla!
Ma quando, da lontano cominciai a vedere questa enorme sfera luccicante mi emozionai, e non la finivo più di ringraziare l'amico tassista.
La Geode é un edificio situato nel parco della Villette, nel XIX arrondissement di Parigi.
Costruita dall'architetto Adrien Fainsilber e l'ingegnere Gérard Chamayou, venne inaugurata il 6 maggio 1985, e costituisce un edificio separato a pochi passi dalla " Cité des sciences et de l'industrie ".
Questa sfera gigantesca nasconde una enorme sala cinematografica di 400 posti dotata d'uno schermo emisferico gigante.
Per dire la verità non ricordo quasi nulla dei dintorni e dell'interno, ricordo però nettamente l'emozione nel guardare questa enorme sfera… e la gentilezza del tassista, che si offrì di fotografarmi, poi di portarmi un poco in giro nei dintorni a "vedere cose che sulle guide turistiche non c'erano".
Ricordo un grande giardino pubblico che, mi disse, era frequentato da signorine che cercavano clienti, e proprio mentre passavamo col taxi a passo d'uomo una di questa si tirò su la maglietta e mostrò ad un uomo che io vidi solo di spalle due grandi seni che fece dolcemente traballare.
A quel punto capii che forse il mio gentile tassista ci stava provando… e lo fece con tanta gentilezza, come "atto dovuto".
Ma preferii pagare la corsa!
domenica 3 aprile 2016
#Parigi
Parigi….in questi ultimi tempi se ne è parlato molto, e purtroppo per fatti incresciosi: attentati terroristici, morti….ed è terribile pensare che possano essere accaduti in una città che è gioia di vivere, bellezza, arte.
L'ho fatto nei viaggi "rari", quelli che ritenevo non avrei ripetuto: Cuba, l'India ecc… ma Parigi… mi sentivo a casa mia, ero certa che ci sarei sempre, regolarmente tornata.
Ho anche sospettato di aver vissuto a Parigi in una ipotetica vita precedente.
L'ho amata subito, l'ho amata sempre.
Purtroppo l'ultima volta che ci sono andata è nel 2005… mi sembra ieri ma sono passati 11 anni.
Ci portai mia figlia e mia nipote, speravo che anche su loro esercitasse la fascinazione che aveva stregato me. A Laura, mia figlia, piacque mentre mia nipote che allora aveva sette anni non ci vuole più tornare.
Tutta colpa di un piccione zoppo, che mentre lei si mangiava un panino nei giardini sotto la Tour Eiffel le girava intorno in cerca di briciole. Mia nipote ha la fobia per i volatili e da allora associa Parigi agli uccelli.
La prima volta ci andai per lavoro, o almeno il lavoro era la scusa. Avevo un negozietto di abbigliamento in quel periodo, in società con un caro amico, Armando.
E a Parigi c'erano le sfilate di moda, la moda più moda che ci sia.
Non ricordo niente delle sfilate, forse non ci andammo neppure ma fu un'orgia di vetrine, di luci, di monumenti. Fu amore.
Poi ci sono tornata diverse volte, con l'ex marito, da sola, con un'amica e con mia figlia e mia nipote….e ogni volta ho scoperto un lato nuovo, un quartiere, una particolarità…
Ho chiacchierato coi tassisti, uno mi ha anche corteggiato…., ho visitato musei, ho preso il Bateaux Mouches, sono salita sulla Tour Eiffel, ho rischiato di rimanere chiusa tutta la notte con mia figlia in un bagno pubblico sugli Champs Eliseé…ho camminato camminato camminato….
I ricordi si accavallano, dovrò fare ordine e cercare foto, dovrò scriverne ancora…
Ci tornerò? Io spero tantissimo di si, almeno un'altra volta!
immagine presa da internet
Quante volte ci sono stata! Tante che non so dirlo, non ho mai pensato di contarle o di prendere appunti per immortalare pensieri o impressioni.L'ho fatto nei viaggi "rari", quelli che ritenevo non avrei ripetuto: Cuba, l'India ecc… ma Parigi… mi sentivo a casa mia, ero certa che ci sarei sempre, regolarmente tornata.
Ho anche sospettato di aver vissuto a Parigi in una ipotetica vita precedente.
L'ho amata subito, l'ho amata sempre.
Purtroppo l'ultima volta che ci sono andata è nel 2005… mi sembra ieri ma sono passati 11 anni.
Ci portai mia figlia e mia nipote, speravo che anche su loro esercitasse la fascinazione che aveva stregato me. A Laura, mia figlia, piacque mentre mia nipote che allora aveva sette anni non ci vuole più tornare.
Tutta colpa di un piccione zoppo, che mentre lei si mangiava un panino nei giardini sotto la Tour Eiffel le girava intorno in cerca di briciole. Mia nipote ha la fobia per i volatili e da allora associa Parigi agli uccelli.
La prima volta ci andai per lavoro, o almeno il lavoro era la scusa. Avevo un negozietto di abbigliamento in quel periodo, in società con un caro amico, Armando.
E a Parigi c'erano le sfilate di moda, la moda più moda che ci sia.
Non ricordo niente delle sfilate, forse non ci andammo neppure ma fu un'orgia di vetrine, di luci, di monumenti. Fu amore.
Poi ci sono tornata diverse volte, con l'ex marito, da sola, con un'amica e con mia figlia e mia nipote….e ogni volta ho scoperto un lato nuovo, un quartiere, una particolarità…
Ho chiacchierato coi tassisti, uno mi ha anche corteggiato…., ho visitato musei, ho preso il Bateaux Mouches, sono salita sulla Tour Eiffel, ho rischiato di rimanere chiusa tutta la notte con mia figlia in un bagno pubblico sugli Champs Eliseé…ho camminato camminato camminato….
I ricordi si accavallano, dovrò fare ordine e cercare foto, dovrò scriverne ancora…
Ci tornerò? Io spero tantissimo di si, almeno un'altra volta!
giovedì 31 marzo 2016
#Madras ora Chennai
Ricordi indiani/ si parte - Madras
Ho appena letto di un terremoto piuttosto forte avvenuto in India.
http://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-oggi-india-8-novembre-2015-scossa-m-6-3-isole-nicobare-dati-ingv-33128/
A volte il caso, ma sarà davvero un caso?, mi sorprende: proprio ieri rileggevo alcuni appunti di un lontanissimo viaggio in India.
Era il 1881, ero ancora sposata, e stavo andando in India proprio per merito del lavoro del mio ex: Lui, io, Lamberto C. produttore di tessuti pratese, sua moglie adesso ex, un loro tecnico con moglie.
Prima tappa Madras, sud dell'india, un po' meno drammatico, mi dicevano, che il nord.
A Madras producono tessuti scozzesi dai fantastici colori.
Ricopio qualche appunto:
15 gennaio 1981
Piove. Sono le 19,30 ora locale, in Italia le 15,30.
Ho acceso uno stick di Sandalo per profumare l'aria e la radio trasmette musica indiana, sommessa e cantilenante.
Dalla finestra guardo le luci rade di Madras, che di giorno è tutta verde.
Siamo nel Sud dell'India. (Adesso Madras si chiama Chennai)
http://www.centrometeoitaliano.it/terremoti-e-geofisica/terremoto-oggi-india-8-novembre-2015-scossa-m-6-3-isole-nicobare-dati-ingv-33128/
A volte il caso, ma sarà davvero un caso?, mi sorprende: proprio ieri rileggevo alcuni appunti di un lontanissimo viaggio in India.
Era il 1881, ero ancora sposata, e stavo andando in India proprio per merito del lavoro del mio ex: Lui, io, Lamberto C. produttore di tessuti pratese, sua moglie adesso ex, un loro tecnico con moglie.
Prima tappa Madras, sud dell'india, un po' meno drammatico, mi dicevano, che il nord.
A Madras producono tessuti scozzesi dai fantastici colori.
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| immagini prese da internet |
15 gennaio 1981
Piove. Sono le 19,30 ora locale, in Italia le 15,30.
Ho acceso uno stick di Sandalo per profumare l'aria e la radio trasmette musica indiana, sommessa e cantilenante.
Dalla finestra guardo le luci rade di Madras, che di giorno è tutta verde.
Siamo nel Sud dell'India. (Adesso Madras si chiama Chennai)
…………
Siamo partiti dall'aeroporto di Fiumicino, dopo essere passati da Prato per riunirci ai compagni di viaggio.
All'aeroporto
soliti controlli, una marea di gente parte per l'India. Non l'avrei
mai creduto.
L'impatto
con l'Air India non è gradevole, al posto assegnato a Gianfranco (il
mio ex) c'è un uomo enorme forse ubriaco o forse malato o drogato
che sembra sprofondato in un sonno profondo e neppure il personale di
bordo riesce a svegliarlo.
Provano
anche a sollevarlo in due, ma niente da fare.
Il
Capitano offre in cambio un posto in prima classe: vai tu, no vai tu,
ma tu hai male al ginocchio, ma tu…insomma alla fine accetta
Gianfranco che interpretando benissimo la parte del marito innamorato
che non può lasciare sola la mogliettina (io) riesce a portare in
prima anche me.
E
così, fingendoci assai dispiaciuti di lasciare gli amici ce ne
andiamo a fare i pascià.
Accidenti,
viaggiare in prima classe è eccezionale!
Non
ci lasciano stare un attimo: regalino, caramelle, cotone per le
orecchie, drink, e la proiezione di un film che comunque avevo già
visto. Vicino a noi due romani,coppia anziana, ai quali il viaggio
era stato offerto da una Ditta loro fornitrice.
La
hostess ha un viso molto bello e Gianfranco occhieggia e intavola
difficili conversazioni in inglese…..
Io
non riesco a dormire: sono agitatissima, i jeans stringono,
l'emozione toglie il fiato. Dormirò in albergo.
Madras
è (forse lo era nel 1981..) un città nel verde, molto lontana da
quello che mi aspettavo di trovare in India.
Ci
staremo pochissimo, dobbiamo andare anche a Bombay.
#Ricordi indiani:miseria a Bombay (ora Mumbai)
Adesso
l'India è una potenza economica, e sarà molto cambiata e simile
(purtroppo) a noi.
Ma nei miei appunti ho ritrovato un' India incredibile.
Ma nei miei appunti ho ritrovato un' India incredibile.
Uno
dei ricordi più vividi è l'arrivo a Bombay, il primo impatto con
questa enorme quantità di gente, davvero esagerata, una folla che
comunicava, dormiva, mendicava, faceva i suoi bisogni accoccolandosi
con la massima disinvoltura sui marciapiedi.
Vigili
con le dita nel naso e i calzettoni senza piedi.
E
mentre il taxi filava per le grandi strade, nel crepuscolo, i miei
occhi vedevano situazioni che la mia mente quasi non accettava.
File
e file di baracche e capanne miserevoli, e bambini, vecchi, storpi,
donne per lo più bellissime, in sari.
Improvvisamente,
meravigliosa e inaspettata, una lunghissima processione che poi ho
saputo essere cattolica; e le affascinanti luminarie per i matrimoni
che là si celebrano con sfarzo incredibile.
E
poi Marina Drive e la splendida baia, e l'arrivo al nostro hotel, il
Taj Mahal, sontuoso e pieno di luci mentre tutto attorno una piccola
folla di indiani stazionava quasi tutto il giorno e guardava dentro,
tenendosi lontano, con gli occhi sbarrati per lo stupore.
E
ancora più vivo mi torna il ricordo della prima sera, quando abbiamo
deciso di uscire e fare due passi, e ci siamo trovati quasi travolti
e assaliti da orde di bimbetti cenciosi e infelici, magrissimi, che
con voce cantilenante ripetevano senza sosta "one rupie, one
rupie…" attaccandosi alle gambe degli uomini, tirando noi donne
per i vestiti.
Su
tutto stagnava un forte odore di piscio.
Ci
siamo lasciati commuovere (e non era possibile fare altrimenti) ed
uno di noi ha allungato una manciata di monetine.
A
quel punto si sono aggiunti altri bimbi, una madre col piccolo
magrissimo in braccio, e alcuni storpi hanno cominciato a seguirci
finché, col cuore stretto e pieni di angoscia e anche vergogna
(almeno io) siamo rientrati in fretta.
Mai
avevo vissuto così nettamente il disagio di entrare in paradiso
lasciando gli altri a piangere all'inferno.
La
sera siamo andati tutti a dormire turbati e tristi, non avevamo
ancora capito che in India elemosinare non è come da noi, è
abituale, che la povertà non è miserabile e abietta e che quei
bimbi, quelle madri, quegli storpi non sono disperati come lo
sarebbero da noi.
La
loro filosofia li aiuta ad accettare quello che chiamano il karma.
Così
almeno mi dissero… ma oggi mi chiedo se non sia stata una pietosa
bugia per togliermi da quello stato di angoscia.
---------------------------------------
Quando sono stata la prima volta in India era il 1988, ieri dopo tanti anni vedo su fb postate delle foto, e chiacchierando (sempre su fb) con chi le aveva postate ho saputo che....nulla è cambiato!
---------------------------------------Quando sono stata la prima volta in India era il 1988, ieri dopo tanti anni vedo su fb postate delle foto, e chiacchierando (sempre su fb) con chi le aveva postate ho saputo che....nulla è cambiato!
Foto e commento di Arianna Minghetti Melani.
GRAZIE Arianna!!!!
"Ho letto i tuoi appunti: no, non è cambiata. È esattamente così. È un pugno nello stomaco. È come l'hai descritta tu... E va vista, assolutamente. È difficile da raccontare a chi non c'è stato, perché non ci si crede. Stasera qui a dieci metri dall'hotel c'era un uomo senza vita steso a terra. Attorno a lui capre, topolini e topoloni grandi come gatti e bambini che giocavano tra montagne di rifiuti. Io però li vedo, a loro modo, felici."
#Cuba
Era il 1997, novembre.
Sola soletta me ne sono andata in crociera, una crociera iniziata in aereo fino a Cuba e poi a zonzo in nave, toccando anche la Jamaica.
Rileggendo i miei appunti mi rendo conto, perché non me lo ricordo, che il viaggio aereo con precedente imbarco deve essere stato faticosissimo. File di ore per i passaporti e bagagli.
La cosa più divertente del tragitto aereo, e che ricordo bene, è stato quando poco prima di atterrare ci hanno spruzzato tutti con un disinfettante, usando uno di quegli strumenti che da noi si usavano nel dopoguerra per il DDT.
Quando, all' 'arrivo, abbiamo attraversato Cuba in pullman ho intravisto una città misera e triste.
Mi ha fatto pensare a Livorno quando ero piccola: poco illuminata, case vecchie, sporco..pochi negozi tipo terzo mondo. Dalle finestre aperte la visione di qualche interno, illuminato con le candele: miseria.
Ma al porto, cambio di scenario: Tutto pulito illuminato e lussuoso, piante rigogliose e un complessino locale che suonava, bene, solo per noi "Besame Mucho".
Sono riuscita a dimenticare la borsa nel metal-detector e me ne sono accorta solo in nave. Ma tutto è finito bene!
11 novembre 1997 - Cuba, o meglio l'Avana o..meglio ancora LA HABANA!
Di Cuba ho visitato la Biosfera, di cui sapevo poco o nulla.
È uno degli ecosistemi meglio conservati al mondo: il 22% del suo territorio è stato dichiarato protetto e sono ben sei le aree considerate dall’Unesco Riserva della Biosfera.
E' un luogo fantastico, un inno alla natura che avrebbe richiesto ben più che una mattinata per visitarlo. Purtroppo non ho preso appunti e i miei ricordi sono solo rapidi flash.
Nel pomeriggio abbiamo gironzolato per la città, che di giorno mi ha offerto il suo lato migliore.
Cuba è bella, e in quegli anni era anche pittoresca: non potrò mai dimenticare le vecchie auto dipinte di rosa, azzurro, verdino...
sembravano grandi fantastici giocattoli.
E la quantità di sidecar che, tra l'altro, non avevo mai visto.
Poi affascinante la parte monumentale e turistica dell'' Avana. La parte Vecchia.
Sulle stradine che la percorrono si affacciano verande di legno intagliato o di ferro battuto, patii andalusi,si intravedono giardini nascosti, chiese, monumenti e piazze pigramente adagiate sotto al sole caraibico.
Le case sono colorate e la gente spesso cantava camminando.
Ricordo bene un edificio con l''' immagine di Che Guevara,
il Museo de la Revolùcion e una fabbrica di sigari, li facevano ancora a mano ed era in un bellissimo edificio in stile coloniale.
H o visitato il bar-ristorante dove andava Hemingway , la"Bodeguita Del Medio",
e ho saputo che Lui non è stato l'unico personaggio famoso a frequentarlo.
Insomma, Cuba è un posto dove tornerei subito, e la sua capitale LA HABANA mi è rimasta nel cuore.
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